MIRKO BASALDELLA

Mirko Basaldella (Udine, 1910 – Cambridge, USA, 1969) nasce a Udine il 28 settembre 1910, figlio
secondogenito dell’artista decoratore Leo Basaldella e di Virginia Angeli. Durante l’infanzia cresce
con i fratelli Dino e Afro, anch’essi destinati a diventare noti e affermati artisti.
Completa i suoi studi prima a Venezia, poi presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, e dal 1930
frequenta la Scuola di Arti Applicate di Monza sotto la guida di Arturo Martini, con il quale collabora
successivamente nello studio di Milano tra il 1932 e il 1934. Nel 1934 si trasferisce a Roma, dove
entra subito in contatto con gli artisti della Scuola Romana. Nel 1935 esordisce alla Quadriennale
romana, mentre nel 1936 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, anno in cui tiene
anche la sua prima personale alla Galleria della Cometa a Roma.
Si accosta all’esperienza cubista, avviando ricerche strutturali e materiche sia nella scultura che
nella pittura, presentate in diverse personali negli Stati Uniti, alla Knoedler Gallery e alla Catherine
Viviano Gallery di New York.
Nel 1955 espone a Documenta a Kassel e vince il premio internazionale alla III Biennale di San
Paolo del Brasile. Nel 1957 ottiene un analogo riconoscimento a Carrara, nel 1959 riceve il premio
dall’Accademia Nazionale dei Lincei a Roma, e nel 1966 dalla Quadriennale romana.
Dal 1957 fino alla morte, dirige il Design Workshop presso la Harvard University di Cambridge
(Massachusetts), continuando la sua ricerca artistica tra echi figurativi di suggestione totemica e
forme astratte.
Tra le sue opere più celebri spiccano sculture monumentali come la cancellata delle Fosse
Ardeatine a Roma (1949-51), le decorazioni e le vetrate della sede FAO sempre a Roma (1953), e
la Fontana delle Voci di Piazza Brin a La Spezia (1956), opere in cui esplora la dualità e la
complessità del mito.
Nel corso della sua carriera partecipa a numerose mostre nazionali e internazionali, ottenendo
prestigiosi riconoscimenti. Le sue opere sono esposte in importanti musei, tra cui la Galleria
Nazionale d'Arte Moderna di Roma, il Museo d'Arte Moderna di Parigi, il Museo di Arte
Contemporanea di Milano, e il MoMA di New York, solo per citarne alcuni.
Nonostante la morte prematura a 59 anni, la sua produzione artistica lascia una traccia indelebile
nel panorama della scultura contemporanea, influenzando intere generazioni di artisti. Le sue opere
sono conservate in numerose collezioni pubbliche e private in tutto il mondo: da New York a Tokyo,
da Roma a Parigi, fino alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia e al Museo del
Novecento di Firenze, a testimonianza dell’importanza di un artista capace di coniugare tradizione e
modernità con una visione unica e personale.